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Pietra del mese di luglio 2026: l’ametista – Significato ed effetti

Luglio è il culmine dell’estate, il mese in cui la natura dispiega tutta la sua forza e bellezza. Luglio ci invita a celebrare la vita e a goderci il momento. È un periodo dedicato al piacere, al lasciarsi andare e al vivere la natura in tutta la sua pienezza. Tra calore e luce, luglio ci ricorda quanto possa essere prezioso e ricco l’attimo presente.

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L’ametista, con il suo colore viola, è un’ottima compagna per mettere ordine, nonostante tutto l’entusiasmo, tra le numerose impressioni, esperienze e avventure vissute, evitando di cadere nella frenesia. Rafforza la pace e la calma interiori, favorendo la lucidità e il senso di giustizia. Così, nonostante tutta la Gioia di vivere, non viene trascurata la riflessione lucida e concentrata su ciò che è stato raggiunto finora. È possibile pianificare e organizzare in modo ponderato e costruttivo.

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Scheda mineralogica dell’ametista

Formula chimica: SiO+(Al, Fe, Ca, Mg, Li, Na)

Classe minerale: ossido, gruppo del quarzo

Formazione: magmatica in mandorli di rocce vulcaniche basiche, raramente su fessure e filoni metalliferi

Colore: viola dovuto al ferro e alla radiazione naturale

Lucentezza: vitrea

Sistema cristallino: trigonale

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Per i rivenditori: ametista a prezzi all’ingrosso

Durezza Mohs: 7

Sfaldatura: nessuna sfaldatura, frattura a conchiglia, fragile

Abito cristallino: cristalli esagonali che raramente presentano forme prismatiche. Di solito le punte dei cristalli poggiano su «radici» simili a denti, rivestendo così intere cavità rocciose (druse).

Giacimenti, principali paesi fornitori: Brasile meridionale (Rio Grande do Sul – druse di ametista che possono pesare diverse tonnellate), Uruguay, Messico (cristalli molto belli provenienti da Veracruz), Namibia, Zambia, Australia, India

Disponibilità: da rara a molto buona, a seconda della qualità e del colore

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Origine del nome «ametista» e sinonimi

L’origine del nome «ametista» deriva dalla parola greca antica ἀμέθυστος (amethystos), che significa «che contrasta l’ebbrezza». A ciò era legata l’antica credenza secondo cui chi indossava un’ametista fosse protetto dall’effetto inebriante del vino. Inoltre, si riteneva che il vino bevuto da un calice di ametista non facesse ubriacare.

Probabilmente questa superstizione nacque dalla formazione dell’usanza di diluire il vino rosso con l’acqua. In questo modo la bevanda assumeva una colorazione rosso-violacea, simile a quella dell’ametista, mentre allo stesso tempo era possibile berne quantità maggiori senza ubriacarsi rapidamente.

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I sinonimi dell’ametista sono:

  • quarzo viola / quarzo porpora – nomi descrittivi dovuti al colore
  • pietra del vescovo – per il colore viola e l’uso negli anelli ecclesiastici
  • Pietra di Bacco – riferimento al dio del vino Bacco/Dioniso o al presunto effetto dell’ametista sull’alcol
  • Prasiolite / «Ametista verde» – nome commerciale fuorviante per il quarzo verdastro

Esistono inoltre nomi commerciali per diverse varietà di ametista, ad esempio «Rose de France» e «Lavendin».

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L’ametista è una delle pietre preziose e di culto più antiche conosciute dall’umanità. Il suo utilizzo è documentato da diversi millenni in numerose culture.

Grecia e Roma antiche

I Greci e i Romani associavano l’ametista alla lucidità mentale e alla protezione dall’ubriachezza. Per questo motivo, con questa gemma venivano realizzati numerosi calici, anelli con sigillo e amuleti.

Un esempio noto sono le gemme e le pietre da sigillo romane in ametista, spesso decorate con raffigurazioni di divinità o ritratti. Molti di questi pezzi si trovano oggi in musei come il British Museum o le Collezioni Vaticane.

Il naturalista romano Plinio il Vecchio menzionò l’ametista già nel I secolo d.C. nella sua *Naturalis Historia*.

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Antico Egitto

Nell’antico Egitto l’ametista veniva lavorata già intorno al 3000 a.C. Reperti archeologici ne attestano l’uso in:

  • collane
  • amuleti
  • scarabei
  • corredi funerari

Particolarmente noti sono i reperti di ametista rinvenuti nelle tombe del Medio Regno, nonché i gioielli provenienti dalle botteghe reali. Le miniere egizie si trovavano, tra l’altro, nel deserto orientale presso Wadi el-Hudi.

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Alto Medioevo e periodo merovingio

I reperti funerari dell’epoca merovingia (circa 450–751 d.C.) mostrano spesso l’ametista come componente di preziose collane e fibbie. Alcuni reperti degni di nota provengono da:

  • Germania meridionale
  • Francia
  • dalla Renania

È interessante notare che, nelle tombe saccheggiate, i gioielli in ametista sono rimasti in parte intatti, nonostante i gioielli in oro fossero stati sottratti. Ciò suggerisce che alla pietra venisse forse attribuito un effetto deterrente o protettivo.

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Chiesa e Medioevo

Nel Medioevo l’ametista divenne una pietra preziosa di grande importanza, utilizzata soprattutto nei gioielli religiosi. Il suo colore viola simboleggiava la purezza spirituale, l’umiltà e la dignità. Tra gli usi più diffusi dell’ametista come pietra preziosa figuravano

  • anelli vescovili
  • Croci reliquiario
  • ornamenti liturgici

Ancora oggi alcuni vescovi cattolici indossano tradizionalmente un anello con ametista.

Il minerale figura inoltre tra le dodici pietre preziose del pettorale biblico del sommo sacerdote Aronne. Nel secondo libro dell’Esodo (Esodo) 28,17–21 e nuovamente in Esodo 39,10–14 vengono menzionate dodici pietre preziose che simboleggiano le dodici tribù d’Israele. L’ametista appartiene alla terza fila di pietre.

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L’ametista come pietra preziosa

Da millenni l’ametista è una delle pietre preziose più amate e conosciute. È apprezzata soprattutto per il suo colore viola, che può variare da un delicato lavanda a un porpora intenso. Particolarmente ricercate sono le pietre dal colore intenso e uniforme con elevata trasparenza.

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Già nell’antichità questa gemma veniva utilizzata per realizzare:

  • anelli
  • collane
  • ciondoli
  • orecchini
  • anelli con sigillo

lavorata. Prima della scoperta di grandi giacimenti in Brasile nel XVIII secolo, l'ametista era rara e a tratti era considerata preziosa quanto il Rubino o lo Zaffiro. Per questo motivo adornava anche corone, scettri e insegne ecclesiastiche.

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Modelli di gioielli più diffusi

L’ametista si presta perfettamente alla realizzazione dei più svariati tipi di gioielli:

  • pietre preziose sfaccettate per anelli e ciondoli
  • cabochon
  • collane di perle
  • pietre intagliate
  • intarsi e lavori artigianali

Grazie alla sua durezza pari a 7 sulla scala di Mohs, è relativamente resistente e adatta all’uso quotidiano.

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Colore e qualità dei gioielli in ametista

Sono particolarmente apprezzate:

  • le ametiste di un viola intenso con sfumature leggermente rossastre o bluastre
  • pietre trasparenti, con poche inclusioni
  • distribuzione uniforme del colore

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Significato storico dei gioielli con ametista

Nel Medioevo l’ametista era considerata una pietra di purezza spirituale e veniva spesso utilizzata nei gioielli ecclesiastici. Gli anelli vescovili con ametista sono diffusi ancora oggi.

Le ametiste si trovano in numerosi gioielli di corona e tesori europei. Particolarmente apprezzate erano le pietre di colore viola intenso provenienti dalla Russia e dalla regione degli Urali, note come «ametiste siberiane».

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Nei gioielli della corona britannica sono presenti diverse ametiste storiche, soprattutto in gioielli ecclesiastici e cerimoniali. Anche le case reali svedesi e russe possedevano importanti parure di ametiste. Si dice che Caterina la Grande apprezzasse particolarmente i gioielli con questa gemma viola.

Diversi gioielli appartenuti all’imperatrice francese Joséphine de Beauharnais e, in seguito, a casate nobiliari europee, contengono grandi ametiste. Alcuni di questi set storici si trovano oggi in collezioni museali e private. Questi pezzi selezionati sono denominati «ametiste di Napoleone».

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Gioielli del periodo Art Déco e Art Nouveau

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, l’ametista fu spesso utilizzata da famosi gioiellieri, tra cui René Lalique, Cartier e Tiffany & Co. A differenza dei gioielli sfarzosi dello storicismo, nell’Art Nouveau non era tanto il valore materiale delle pietre preziose a essere in primo piano, quanto piuttosto il loro colore, il loro fascino e il loro effetto artistico. In questo modo il minerale acquisì grande importanza.

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Significato dell’ametista nella cristalloterapia

Hildegard von Bingen e l’ametista

La monaca benedettina, naturalista e mistica Hildegard von Bingen (1098 - 1179) menzionò l’ametista nei suoi scritti di medicina naturale, in particolare nell’opera *Physica*. Come per molte pietre preziose, attribuì anche a questo minerale effetti particolari sul corpo e sulla mente.

Secondo Hildegard, l’ametista era considerata la pietra della:

  • pace interiore
  • purezza
  • saggezza
  • chiarezza spirituale

Si riteneva che aiutasse a scacciare i pensieri negativi e a condurre l’uomo verso uno stato d’equilibrio.

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Konrad von Megenberg e l’ametista

Lo studioso medievale Konrad von Megenberg (1309–1374) menzionò l’ametista nella sua famosa opera di storia naturale “Il libro della natura”, uno dei primi libri di storia naturale completi in lingua tedesca.

Come molti studiosi del Medioevo, Konrad fece proprie le concezioni antiche sul significato e sugli effetti delle pietre preziose. Il minerale viola era considerato da lui una pietra di prudenza e lucidità mentale. Sottolineò in particolare che la pietra avrebbe dovuto proteggere dall’ubriachezza e indurre le persone a un pensiero razionale. Scrisse riguardo alla gemma viola: «L’ametista allontana i pensieri malvagi e porta alla retta ragione».

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Nella visione del mondo medievale, alle pietre preziose venivano attribuiti poteri speciali. Colori, lucentezza e rarità erano considerati espressione di un ordine divino della natura. L’ametista viola simboleggiava soprattutto:

  • Moderazione
  • Saggezza
  • purezza spirituale
  • ordine interiore

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L’ametista nella cristalloterapia moderna

L'ametista favorisce la lucidità mentale e la sensibilità verso gli aspetti mistici della nostra vita. Con il suo aiuto, è possibile guardare a se stessi e agli altri con sincerità e onestà, affrontando anche le consapevolezze più scomode. Le impressioni irrisolte si chiariscono, la pace interiore prende il sopravvento: così rafforzati, possiamo plasmare il futuro in modo costruttivo.

Questo minerale di quarzo viola risveglia e sostiene il senso della spiritualità. La capacità di giudizio e il senso di giustizia possono essere rafforzati, consentendo all’onestà e alla sincerità di crescere. Le questioni irrisolte vengono alla luce e possono essere affrontate attivamente; l’ispirazione e l’intuizione si affinano, mentre il pensiero e l’azione concentrati vengono sostenuti.

In questo modo è possibile elaborare bene anche le sensazioni spiacevoli. L’energia purificante e chiarificatrice della pietra preziosa aiuta a raggiungere una maggiore consapevolezza (di sé). Diventa possibile un atteggiamento riconciliatorio verso se stessi e l’ambiente circostante.

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Purificazione con l’ametista 

L’ametista stimola a liberarsi dai “vincoli”. Lo si può sperimentare immediatamente quando il quarzo viola aiuta a distaccarsi dalle cose negative per trovare la pace interiore. Può aiutare a lasciar andare le vecchie abitudini e a trovare maggiore libertà interiore e autodeterminazione.

Effetti dell’ametista sulle persone

Il suo «messaggio di purificazione» recita: «Metti fine all’attaccamento e liberati da tutto ciò che ti trattiene!» Ciò riguarda sia la propria persona, quando ci si aggrappa troppo a qualcosa, sia tutto ciò che si lega troppo saldamente a noi. L’ametista porta liberazione ed è quindi molto apprezzata negli ordini monastici di molte religioni. Non a caso adorna anche l’anello dei vescovi cattolici.

Effetti su animali, piante e pietre

L’ametista agisce anche su animali, piante e persino pietre: è proprio questa informazione che fa sì che il minerale viola liberi altre pietre preziose di ogni tipo da informazioni estranee che le vincolano. Poiché dissolve l’«adesione» stessa, non ha importanza di quale informazione estranea o di quale pietra si tratti.

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Utilizzo pratico 

Per la purificazione è sufficiente posizionare le pietre in questione su una drusa di ametista o su un frammento di drusa di ametista. L’energia che si irradia dalle punte dei cristalli permea le pietre adagiate su di essa con la suddetta «informazione purificante», in modo che tutte le informazioni estranee vengano dissolte.

Se le pietre sono state precedentemente scaricate sotto l’acqua corrente, bastano già da due a tre ore. Se ciò non è possibile (ad es. nel caso di collane di pietre), sono necessarie almeno da otto a dodici ore. Il tempo può anche essere più lungo, in questo caso non esiste un «eccesso»!

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L’essenziale sulla purificazione con l’ametista:

• Momento: prima del primo utilizzo di una pietra e sempre dopo averla tolta – o quando lo si ritiene necessario!

• Durata: da due a tre ore dopo averle prima "scaricate"; altrimenti da otto a dodici ore, ma anche di più se lo si desidera.

• Adatto a tutte le pietre tranne l’Ambra

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L’ametista nell’astrologia delle pietre preziose

L’astrologia riconosce l’ametista come una pietra che favorisce la lucidità mentale, la capacità di giudizio e l’efficacia nei nati sotto il segno della Vergine, nonché la pazienza nei nati sotto il segno dell’Ariete.

Nella ruota della medicina indiana, il quarzo viola è il totem della Luna dell’Orso Bruno (Vergine).

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L’ametista come pietra dei chakra

L’ametista è tradizionalmente associata al chakra della corona, il centro energetico della consapevolezza, dell’ispirazione e della lucidità mentale. Il chakra della corona si trova nel punto più alto della testa e simboleggia la conoscenza, la spiritualità e il collegamento con il proprio percorso interiore.

A volte, nella vita quotidiana, desideri, idee e aspirazioni finiscono per passare in secondo piano; l’ametista ci ricorda di ascoltare nuovamente la nostra voce interiore e di dare spazio al sogno della nostra vita.

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La formazione dell’ametista

L’ametista è la varietà viola del minerale quarzo e la sua formazione avviene nel corso di milioni di anni in particolari condizioni geologiche:

  1. Formazione di cavità

    Nelle rocce vulcaniche come il basalto, le bolle di gas contribuiscono alla formazione di cavità, le cosiddette druse o geodi.

  2. Penetrazione di soluzioni ricche di minerali

    L'acqua calda, ricca di acido silicico disciolto (SiO₂), scorre attraverso queste cavità. Durante il lento raffreddamento, l'acido silicico si deposita sulle pareti formando cristalli di quarzo.

  3. La formazione del colore viola

  4. Lenta crescita dei cristalli

    Nel corso di periodi di tempo molto lunghi, i cristalli crescono strato dopo strato. A seconda della concentrazione degli oligoelementi e delle condizioni di crescita, si ottengono diverse intensità di colore – dal delicato lilla al porpora intenso.

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Varietà e minerali affini all’ametista

L’ametista appartiene al gruppo minerale dei quarzi ed è la loro varietà viola più nota. All’interno della famiglia dei quarzi esistono numerose varietà che si distinguono soprattutto per il colore e gli oligoelementi contenuti.

Tra i parenti più noti figura il Citrino, la cui colorazione che va dal giallo al marrone dorato è dovuta al ferro. Se l’ametista viene riscaldata a circa 400-500 °C, il suo colore può cambiare. In questo modo si forma spesso pietre di colore da giallo ad arancione, che vengono vendute come Citrino. Gran parte del Citrino disponibile in commercio è quindi ametista riscaldata.

In natura si trovano anche cristalli che presentano sia zone viola che gialle. Questa varietà bicolore è denominata Ametrina ed è particolarmente diffusa in Bolivia.

Un’altra varietà di quarzo strettamente imparentata è il Quarzo rosa, che deve il suo delicato colore rosa per lo più a inclusioni microscopicamente fini. Il Quarzo fumé, invece, presenta tonalità che vanno dal marrone al grigio-marrone, causate dalla radiazione radioattiva naturale. Il rappresentante incolore del gruppo del quarzo è denominato Cristallo di rocca ed è considerato la forma più pura del minerale.

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Localitàs di ritrovamento dell’ametista

L’ametista è uno dei minerali da gioielleria e da collezione più diffusi al mondo e si trova in tutti i continenti. La varietà delle Localitàs mondiali si riflette nei diversi colori, nelle forme cristalline e nelle qualità. A seconda della provenienza, queste gemme possono variare da delicate tonalità lilla a un porpora intenso e affascinano sia come pietre preziose per gioielli che come suggestivi oggetti da collezione.

Tra i paesi produttori più importanti figura il Brasile, che da decenni è considerato uno dei principali fornitori. In particolare, gli stati di Rio Grande do Sul, Minas Gerais e Bahia sono noti per i loro imponenti drusi di ametista. I cristalli che vi si trovano spaziano da tonalità di viola chiaro a intense sfumature di viola scuro e possono raggiungere dimensioni impressionanti.

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Anche l’Uruguay riveste grande importanza economica. I giacimenti nella regione di Artigas forniscono spesso cristalli dal colore particolarmente intenso, con una tonalità viola scuro. Le ametiste uruguaiane sono apprezzate sia dai collezionisti che dai produttori di gioielli per il loro colore intenso e la loro elevata lucentezza.

Un giacimento straordinario si trova in Zambia. Le gemme estratte in questa zona si distinguono spesso per una colorazione che va dal viola intenso al leggermente bluastro e sono considerate tra le ametiste da gioielleria di più alta qualità al mondo. Altri importanti luoghi di estrazione si trovano in Bolivia, Messico, Canada, Stati Uniti, Russia, India, Madagascar e Namibia.

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L’ametista gode di uno status ufficiale speciale nello Stato americano della Carolina del Sud, dove dal 1969 è riconosciuta come gemma ufficiale dello Stato (State Gemstone). La nomina è stata concessa in seguito a importanti ritrovamenti di ametista nello Stato e al significato storico dei giacimenti locali.

L’ametista è presente anche in Europa. Importanti giacimenti si trovano, tra l’altro, in Germania, Austria, Francia e Repubblica Ceca. In Germania sono noti soprattutto i giacimenti di ametista nella regione del Saar-Nahe, nel Palatinato e nella Foresta Nera. I cristalli rinvenuti in queste zone, pur non raggiungendo solitamente le dimensioni degli esemplari sudamericani, possiedono tuttavia un elevato valore mineralogico e collezionistico.

Le ametiste rinvenute nei Monti Metalliferi furono addirittura raffigurate su un francobollo della DDR negli anni 1972 e 1974. Anche in altri paesi, come ad esempio l’Austria, la Svizzera, il Kenya e Israele, il minerale viola è stato raffigurato sui francobolli.

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Possibilità di confusione con l’ametista

Grazie al suo caratteristico colore viola, l’ametista è solitamente facilmente riconoscibile. Tuttavia, soprattutto quando si presenta come gemma tagliata, può essere confusa con diversi altri minerali e gemme. Per una determinazione certa, oltre al colore sono importanti anche caratteristiche quali la durezza, la lucentezza, la forma cristallina e il comportamento ottico.

Una delle confusioni più frequenti riguarda la fluorite. La fluorite viola può apparire molto simile all’ametista dal punto di vista cromatico, ma è nettamente più morbida. Mentre l’ametista ha una Durezza Mohs pari a 7, la fluorite raggiunge solo una durezza di 4 ed è quindi molto più facile da graffiare.

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Anche la Kunzite, la varietà rosa-viola del minerale spodumene, viene occasionalmente confusa con l’ametista. La Kunzite, tuttavia, presenta spesso un pleocroismo più marcato, ovvero il suo colore cambia in modo molto più evidente a seconda dell’angolo di osservazione rispetto all’ametista.

Nel commercio delle pietre preziose, inoltre, gli zaffiri viola e gli Spinelli possono presentare tonalità simili. Entrambi i minerali possiedono tuttavia proprietà ottiche e fisiche diverse e sono solitamente molto più rari (e quindi più costosi) dell’ametista.

Nel caso di pezzi da collezione e cristalli grezzi, l’ametista può inoltre essere confusa con l’apatite viola, la Scapolite o, raramente, anche con varietà viola del granato. La diversa forma cristallina, nonché i valori divergenti di durezza e densità, consentono tuttavia nella maggior parte dei casi un’identificazione univoca.

Oltre ai minerali naturali, in commercio si trovano occasionalmente anche quarzi colorati artificialmente o imitazioni in vetro che dovrebbero assomigliare all’ametista. Tali imitazioni presentano spesso una distribuzione del colore innaturalmente uniforme oppure contengono inclusioni e strutture caratteristiche che non si riscontrano nell’ametista naturale.

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Ametiste di rilievo nei musei

In tutto il mondo, numerosi musei di storia naturale e collezioni di minerali espongono straordinari esemplari di ametista, druse e geodi. Alcuni di questi reperti sono tra i ritrovamenti mineralogici più spettacolari in assoluto e attirano ogni anno migliaia di visitatori.

I geodi di ametista dell’American Museum of Natural History (New York, USA)

Tra i reperti più famosi figurano gli enormi geodi di ametista esposti nelle Mignone Halls of Gems and Minerals dell’American Museum of Natural History di New York. I geodi, alti fino a diversi metri, provengono dall’Uruguay e si sono formati circa 135 milioni di anni fa in cavità vulcaniche. Sono tra i più grandi geodi di ametista esposti al pubblico in tutto il mondo.

Geodi di ametista allo Smithsonian National Museum of Natural History (Washington, D.C., USA)

Lo Smithsonian possiede una delle collezioni mineralogiche più importanti al mondo. Tra i pezzi esposti figurano geodi di ametista di alta qualità e gruppi cristallini provenienti dal Brasile, che documentano in modo impressionante la varietà della famiglia del quarzo. La collezione comprende numerosi pezzi di prim’ordine provenienti da tutto il mondo ed è considerata una delle collezioni di riferimento più importanti per i mineralogisti.

L’«Empress of Uruguay»

L’«Empress of Uruguay» è considerata la più grande geode di ametista conosciuta al mondo. Il pezzo, alto circa 3,3 metri e del peso di circa 2,5 tonnellate, è stato scoperto nel 2007 nel dipartimento uruguaiano di Artigas. La geode è già stata esposta in diversi musei rinomati e mostre temporanee, tra cui l’American Museum of Natural History. Oggi è esposta in modo permanente in Australia.

Museo di Storia Naturale di Vienna (Austria)

Il Museo di Storia Naturale di Vienna ospita una delle collezioni di minerali più importanti d’Europa. Particolarmente noto è un esemplare di ametista del peso di circa 450 chilogrammi proveniente dalla Serra do Mar brasiliana, che figura tra i pezzi più suggestivi della collezione mineralogica.

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